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Il comune di Pombia appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia

Sull'origine del toponimo sono state formulate varie ipotesi: per la maggior parte degli studiosi deriva da un nome personale latino.
Pombia, nella "Cosmographia" dell'Anonimo Ravennate scritta verso l'inizio dell'VIII secolo, compare fra le civitas dell'Italia settentrionale e forse era sede episcopale. Di certo nell'XI secolo era sede di un castrum, inteso come località incastellata, dell'antico monastero di San Martino e di una curtis ubicata a nord della villa, sita al centro dell'attuale abitato.
Nel diploma di Berengario I al visdomino Leone, ascrivibile agli anni 911-915, è citato per la prima volta l'esistenza del comitatus Plumbiensis.

Dopo il periodo carolingio, durante il quale la località fu sede comitale e centro giurisdizionale dell'area novarese, la famiglia dei potenti conti di Pombia dette origine, dall'XI secolo, alla casata dei conti di Biandrate, a quella del Canavese e ai conti Da Castello. Dal XII secolo nei documenti relativi a Pombia non risulta più la presenza di castelli.

La storia di Pombia seguì le vicende dei centri novaresi e di Milano, dalla sistemazione amministrativa di Galeazzo II Visconti sino alla repubblica Ambrosiana.
Poi dagli Sforza passò ai Nibbia e ai Borromeo. Dal XVll secolo fece parte del feudo dei Caccia e, in seguito, di quello dei Ferreri.

Il territorio del comune di Pombia offre due aspetti apparentemente contrastanti e sorprendenti. Ad una zona fortemente caratterizzata dallo Eviluppo commerciale e artigianale, che si evidenzia lungo la statale che da Novara conduce ai valichi alpini, si accosta, verso oriente, l'insediamento antico, ricco di testimonianze più che millenarie, che domina la valle del Ticino, in posizione naturalmente difesa.
Il luogo è ricco di testimonianze di insediamenti e di attività che spaziano dal periodo preromano sino al Medioevo; numerosi sono i reperti, in parte conservati nel Museo archeologico di Varallo Pombia e, in parte, ancora in loco, mentre alcuni resti marmorei si trovano presso la Parrocchiale di San Vincenzo in Castro e una lapide nel cortile dell'edificio attiguo a San Martino.


Bibliografia

Il Piemonte Paese per Paese - Grande Enciclopedia della tua Regione, 89, Casa editrice Bonechi, Firenze, 1995.